A gennaio del 2014 la Scuola è stata intitolata a Primo Levi, per identificarne, unitariamente, i connotati pedagogico culturali. «L’avere assunto il nome dello scrittore testimone della Shoah ha significato per la comunità professionale dei docenti interrogarsi sui temi della memoria, dell’espressione culturale e della educazione in chiave europea, quali nuclei valoriali e di metodo per il curricolo della scuola». In particolare «chiamarsi Primo Levi significa assumere la memoria della Shoah nel proprio curricolo, rifuggendo da celebrazioni retoriche confinate al solo Giorno della Memoria […] e facendone, invece, un momento del più generale processo formativo, culturale e sociale[…]». L’intento è «ripensare lo statuto della nostra identità collettiva e della nostra coscienza, […]per opporsi al razzismo e all’antisemitismo oggi rinvigoriti, e per considerare, in maniera critica, i processi di costruzione della cultura, ossia l’insieme dei rapporti sociali e i linguaggi che li rappresentano». Essenzialmente, nell’ottica di costruzione di un nuovo paradigma educativo in grado di emancipare piuttosto che di modellare le nuove generazioni, è necessario «il richiamo di Primo Levi alla autonomia riflessiva che, metodologicamente, assume il dubbio, la domanda, la problematizzazione dell’esperienza, per guardare criticamente agli aspetti della modernità, oggi incarnati nel villaggio globale, nella liquidità dei rapporti sociali e nella pervasività tecnologica priva peraltro della riflessività e dell’etica della scienza». Non da ultimo, «l’opera di Primo Levi, nella sua forma di corpo unico capace di cogliere la complessità dell’esistenza e le connessioni che legano la molteplicità delle sue scritture, si offre ai docenti come modello per insegnare ricomponendo i grandi oggetti di conoscenza e superando la frammentazione delle discipline che pure restano a fondamento di un solido sapere. L’alleanza prospettata tra le discipline realizza la consapevolezza che la storia dell’umanità è globale, che l’evoluzione della cultura dipende dagli scambi e che vi è una stretta interdipendenza tra tutte le forme di vita».

(S.Renzi, Se la scuola è intitolata a Primo Levi, in Figli della memoria, a cura di P. Coen e C. Ferranti, eum, edizioni università di macerata, 2014)